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La Mandria tra Duchi, Re e improvvide Guardie Scozzesi

Questa volta ci spostiamo con l’auto per arrivare a Venaria Reale. Anziché parcheggiare vicino alla grande Residenza Sabauda proseguite fino a raggiungere l’ingresso del “Ponte Verde”, dove potete lasciare l’auto. Da qui inizia una delle più belle e insolite passeggiate che il territorio torinese vi possa offrire. Siete entrati nel vero tesoro di Torino: La Mandria.È anche il più grande parco cintato d’Europa (più di 30 km di mura che circondano  3.000 ettari di terra).La passeggiata è stupenda. Sullo sfondo si intravvede il rossiccio e gigantesco Borgo Castello Progettato nei primi del ‘700 da Michelangelo Garove per il Duca Vittorio Amedeo, fu  utilizzato a lungo dal re Vittorio Emanuele II che, con la sua amata “Bela Rosin”, preferì  vivere tranquillo qui piuttosto che nelle sontuose sale del palazzo reale di Torino. Qui poteva cacciare, girare in carrozza con il suo “amore” e seguire gli allevamenti dei cavalli e lo sviluppo dell’agricoltura innovativa.Camminando tra questi giganteschi alberi alternati a prati fioriti, poco per volta senza accorgervi siete arrivati sul piazzale antistante al Castello: il panorama è insuperabile e lontano si vede la nostra grande città.  Per chi non ha voglia di camminare, dal 30 maggio funzionerà anche un trenino con ruote gommate che porterà a conoscere i punti più romantici del parco, fino alla lontana Bizzarria, un reposoir di caccia fatto costruire in stile eclettico proprio dal re Vittorio E. II nel 1860.Tutto il complesso fu poi acquistato dai marchesi Medici del Vascello, che rimasero proprietari della tenuta dal 1887 fino alla vendita alla Regione, nel 1975.

Un’altra volta prometto di parlarvi del lago grande e di Villa Laghi.

La camminata è sempre molto piacevole e in certi momenti, vi sembrerà di essere in Scozia. Tra gli alberi, se fate silenzio, potrete scorgerete tanti animali selvatici. Proprio per questo, nel dicembre del 1966 fu invitato qui a caccia il Duca Filippo d’Edimburgo, che rimase ospite per diversi giorni.

Ricordo bene l’evento, perché il marchese Luigi, amico di mio padre, invitò me, che allora avevo 22 anni, e altri due o tre giovani amici a far compagnia al proprio figlio. A ognuno di noi era stato dato il compito di presentarsi al Duca e dire soltanto in 45 secondi, in inglese: nome, cognome, università, attività sportiva, interessi ecc. Fu un attimo: il tempo di presentarsi, fare un inchino e un ufficiale scozzese della Guardia Reale, con una spallata, ci fece in un baleno arretrare rischiando di cadere sui tavoli alle nostre spalle, già apparecchiati per il vin d’honneur. Ci salvò dalla tragica caduta il buon Armando Zanetti, il cuoco di casa Medici, che poi aprì, anni dopo, il Ristorante “La vecchia Lanterna”. Un vero amico, ormai scomparso, cui sono ancora grato dell’intervento.

Se per caso Borgo Castello fosse visitabile entrate perché ne vale la pena! Le sale sono ricche di mobili e quadri. Per esempio, la camera da letto della Contessa di Mirafiori è allegra, con colori pastello inusuali e con rose e fiori dappertutto: sul soffitto a cassettoni, sui battenti delle finestre, scolpite sul camino, così come il mobilio, in  legno color bianco con filetti rossi, blu ed oro con il monogramma «VE» molto indicativo…

E dopo questa passeggiata tra natura e Risorgimento,  possiamo in venti minuti ritornare a casa con gli occhi pieni di bellezza e di Storia e storie da raccontare!

Carlo Buffa di Perrero

Presidente, Promotur Viaggi

dal 1974 con Voi

emanuele

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