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Parchi, Conti e Principesse

Alla ricerca di qualche bel giardino sconosciuto, rimanendo sempre molto vicini a Torino,  arriviamo a Piossasco, un antico borgo medievale che con il monte San Giorgio sembra quasi controllare da lontano la nostra. città.I Signori di Piossasco difesero per secoli questo territorio per conto dei Duchi di Savoia almeno fino al XVII secolo, quando, nonostante l’aiuto delle truppe di Vittorio Amedeo II, l’antica vedetta, detta il “Gran Merlone” fu quasi interamente distrutta dall’avanzata francese.

Qui, nel borgo, ci sono i giardini di Casa dei conti Lajolo di Cossano, una vecchia villa di campagna di metà settecento,  che conserva ancora intatto il suo antico fascino.

Qui sono presenti tre aree principali: il giardino, l’orto e il tradizionale “prà giardin”: di particolare pregio il giardino all’italiana, recentemente inserito dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) tra i beni da scoprire in Piemonte.

Un tesoro da scoprire in questo momento di grandi fioriture…  Infatti, mentre eravamo rintanati nelle nostre abitazioni, la natura esplodeva trionfando su tutto.  E così anche il giardino di Casa Lajolo.

 

Ripresa l’auto è possibile scegliere: se volete camminare, potete arrivare al Parco del Monte San Giorgio, sopra al paese di Piossasco.

C’è da passeggiare lungo diversi itinerari che si snodano nei 377 ettari del Monte.  Generalmente non è molto frequentato, e magari si ha occasione di vedere anche i caprioli, che con i tassi, le volpi, i cinghiali, scoiattoli e ricci, popolano questa riserva naturale.

In alternativa  se avete voglia di proseguire fino a San Secondo di Pinerolo, potreste fermarvi a passeggiare nel Parco del Castello di Miradolo.  È in un punto particolare da cui si gode una meravigliosa vista sul Monviso.

Luigi dei conti Cacherano di Bricherasio quando sposò la Marchesa Teresa Massel, proprietaria del castello, come dono di nozze lo fece ristrutturare, secondo il gusto neogotico, aprendo un grandioso parco.

In seguito alla morte dell’ultima erede, il Castello fu lasciato ad una congregazione religiosa, non godeva di condizioni ottimali ma, come nelle favole, grazie a una Fondazione, nel 2007 l’intero complesso fu acquistato da un gruppo di privati e concesso in comodato gratuito alla Fondazione Cosso.

Così, fu avviato un imponente progetto di restauro del Palazzo e del Parco al fine di salvarlo dall’abbandono e dall’oblio.

Il suo patrimonio arboreo è rappresentato da oltre 1700 alberi di diversa dimensione e pregio, di notevole importanza storico-botanica. Il Parco accoglie circa 70 specie e varietà botaniche diverse, che si ritrovano in gruppi più o meno densi, piccoli boschetti e singoli alberi isolati.

Ossigenati possiamo rientrate a Torino, pronti per la prossima visita…

Carlo Buffa di Perrero

Carlo Buffa di Perrero

Presidente, Promotur viaggi

vi racconto proprio una fiaba: ci sono castelli, Conti e Principesse. Ci sono anche giardini, parchi e animali selvatici. Insomma c’è proprio tuto quello che serve per una favola e anche per una nuova  a pochi chilometri da     

dal 1974 con Voi

Giorgio

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